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Sileno - Francesco Vaglica

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Sileno
Nei primi anni Ottanta frequentavo quasi quotidianamente lo studio di Pietralata del pittore e gallerista Fulvio Pinna. Fu lui, quando ero ancora ragazzo, a darmi il nome d’arte “Sileno”. Non ho mai adoperato quel nome d’arte: ho preferito firmare le mie opere con il mio cognome, anch’esso di antica origine magno-greca.

Eppure, mi sono sempre riconosciuto, almeno in parte, nella figura di Sileno: il vecchio dio rustico della vinificazione e dell’ubriachezza.
Attraverso il mio lavoro mi sentivo vicino a quel mondo magico e poetico, capace di rivelare, insieme, i vizi e le virtù della natura umana.
Questa serie di opere astratte nasce da quel territorio immaginario: non illustra Sileno in modo narrativo, ma ne assume lo spirito visionario, erratico e dionisiaco. Da qui prendono forma sensazioni luminose, arcipelaghi e isole improbabili, viaggi avventurosi su navi dalle forme ardite. In questo orizzonte poetico, Sileno resta per me una presenza originaria: una memoria ricevuta, ma anche una chiave segreta per attraversare l’immagine.

Francesco Vaglica
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