TITOLO Open Studio Francesco
Vaglica
SOMMARIO:
Saranno esposte
opere recenti di Francesco Vaglica e di Irene Fornari, che muovono dalla
necessità di raccontare e raccontarsi in un dialogo pittorico schietto tra
maestro e allieva.
PRESENTAZIONE ESTESA:
Francesco
Vaglica,
nato a Roma nel 1965, è pittore attivo nella Capitale da oltre tre decenni.
Protagonista di mostre personali e collettive in Italia e oltre i confini
nazionali, è insegnante di disegno dal vero e pittura alla Scuola delle Arti
Ornamentali del Comune di Roma. Ha fatto della pittura la materia viva con cui
forgiare e portare alla luce, in una operazione di scavo intima e urgente, il
suo sentirsi nel mezzo esatto tra forma e colore, natura e pittura.
Le forme nascono dal caos materico e, attraverso il segno,
si riordina il dialogo tra l’opera d’arte e il fruitore. Tutto nasce dalla
materia pittorica e dal gesto; dall’astrazione si approda progressivamente alla
figura, spesso ispirata al mito. Attraverso il segno, il caos si trasforma in
ordine compositivo e diventa spazio emotivo in cui il soggetto può abitare. Il
mito, lontano dall’essere semplice riferimento erudito, si fa strumento poetico
per leggere la contemporaneità; la pittura che ne risulta si muove tra forme
e atmosfere cromatiche cangianti tendenti all’immateriale (le linee, liberate
dalla materia, delineano i contorni delle figure e si intrecciano nello spazio)
e all’astrazione, specialmente negli ultimi lavori a olio e a carboncino.
Irene Fornari, nata a Roma
nel 1988, ha iniziato la sua formazione al Corso di Disegno dal Vero e Pittura
della Scuola delle Arti Ornamentali di Roma, per poi sviluppare la propria
ricerca artistica nello studio di Francesco Vaglica. Nei suoi dipinti la realtà
prende corpo grazie a una pennellata corposa e stratificata, dove oggetti e
figure affiorano al centro o ai margini della tela con una presenza forte, a
tratti massiccia e solenne, a tratti sospesa e silenziosa, che impone la
propria esistenza nel campo della tela. La felicità della pittura e del disegno
derivano dal tracciare segni e vederne emergere immagini che, più che
illustrare una scena, sembrano porre domande sul mistero della loro stessa
esistenza. Le sue immagini affondano le radici nel vissuto personale, nei
ricordi, in visioni spontanee che si impigliano nella coscienza e chiedono di
essere materializzate nella materia pittorica.